ritrovare se stessi

Rifugiati dentro te,
chiudi tutte le periferiche,
abbassa le palpebre,
“torno fra mezz’ora”,
che poi è palesemente
un ci vediamo a qualcuno
che chissà se rivedremo.

Entra nel tuo io,
cerca te stesso, lì.
Cerca il passato,
resta connesso
al presente però,
crea un futuro,
probabile, possibile,
silenzialo, pensa
a quali odori
potrebbero avere
le foglie nate
da quest’albero.

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statistiche.

In aereo,
avrò incrociato mia moglie
almeno un milione di volte.

penso che penso troppo.

cosa pensi di fare

quando lo stai già facendo?

|rispondi, se puoi|

mattino fondente.

Quando mi sento solo
mangio cioccolato fondente.

Perché è scuro,
come gli occhi di mamma,
di mio fratello ed i capelli
che papà non ha più.

è rincuorante,
perché non fa ingrassare,
ma è amaro, perché alla fine
è tutta una bugia.
Dolce, ma sempre una bugia.

Sono settimane,
dovrei riattaccare
le tendine, di nuovo,
ma faccio finta di niente.

È così bella.
La luce del mattino.

ho scritto una cartolina.

Ho scritto e mandato una cartolina,
si, invio ancora lettere a volte,
solo alle persone importanti.

Una cartolina col francobollo,
una lettera, scritta a mano,
è come se chi la invia stesse lì.
Se solo pensassimo che per scriverla
ci ha poggiato le mani,
le dita, ora non più,
ma prima anche la saliva,
e qualcuno, ancora, il rossetto.

Ho inviato una cartolina,
la mia famiglia è lontana,
Bergamo è bella
e ci vivrei anche,
l’accento è divertente,
le persone cordiali,
insomma, si.

Sarà retrò, ma l’ho fatto.
Le mail servono per lavoro,
la carta serve per l’amore.

fa notte tardi qui, sarà il freddo.

Fa notte più tardi qui,
Hahn è un paesino cabrio,
col cielo aperto,
nel verde dei boschi,
col faro dell’aeroporto
di fronte casa
che mi lascia sveglio

Il sorriso di chi vive qui
lascia un po’ a desiderare.

Sarà il freddo.

che odore ha la luce quando è spenta.

M’hai dato tanto,
nel tempo lo si capisce.

Ho imparato,
lezioni che mi davi ogni giorno,
nozioni, inscatolate,
catalogate nella memoria.

Mi hai insegnato,
il silenzio di una stanza vuota,
il sapore agrodolce della solitudine,
il desiderio di camminare da solo.

|Grazie|

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Light off scent

You gave me a lot,
over time I got it.

I learnt,
daily lessons you gave me,
notions, packed, well
organized in my memory.

You taught me,
the silence of empty room,
the bittersweet loneliness taste,
the walking alone desire.

|Thanks|

i bambini, i nostri maestri.

C’è silenzio qui
nella casa al mare,
sono più di vent’anni
che la conosco.
Ci vengo, quasi,
ogni estate e pure
qualche fine settimana.

Riposo e il silenzio
mi fa sentire il cuore,
batte anche il letto,
lo sento.
Fa caldo adesso, qui,
il ventilatore mi soffia via,
le zanzare dalle gambe.

Bisognerebbe tornare sempre
dove si è stati bene,
ma di più,
dove si è stati bambini.
Fa bene sentire e vedere,
dove hai battuto la testa,
hai sbucciato le ginocchia,
hai rotto la catena della bici,
hai baciato tua madre
scarabocchiato di gelato.

I bambini sono i nostri maestri,
nessun dubbio,
da loro dovremmo imparare.
Di nuovo da lì,
dovremmo partire.
Chiedono senza paura,
si ribellano senza timore,
espongono le loro idee,
ottengono i loro profitti,
combattono battaglie
senza lamenti.

Anche solo per farla nel vasino.

Riposo ed il silenzio
mi fa sentire il cuore,
batte anche il letto,
lo sento.
Sento di essere ritornato lì,
almeno per oggi.

Bisognerebbe tornare sempre
dove si è stati bambini.
Fa bene sentire e vedere,
dove hai battuto la testa, perchè
è lì che abbiamo iniziato,
a creare vincoli,
indebolire le difese,
avere paura di un’altra caduta.