statistiche.

In aereo,
avrò incrociato mia moglie
almeno un milione di volte.

mattino fondente.

Quando mi sento solo
mangio cioccolato fondente.

Perché è scuro,
come gli occhi di mamma,
di mio fratello ed i capelli
che papà non ha più.

è rincuorante,
perché non fa ingrassare,
ma è amaro, perché alla fine
è tutta una bugia.
Dolce, ma sempre una bugia.

Sono settimane,
dovrei riattaccare
le tendine, di nuovo,
ma faccio finta di niente.

È così bella.
La luce del mattino.

nonni.

A volte vorrei solo
sentire ancora l’odore
della mattina,
quando tornato da lavoro
avevi avuto un pensiero per me.

A volte vorrei soltanto ascoltare
per l’ennesima volta la tua voce
raccontarmi quelle storie,
sempre uguali, sempre le stesse,
e ridere come fosse la prima volta.

A volte, spesse volte, vi penso.
Mi mancate.

disegni.

Le scie degli aerei,
qui, disegnano
un reticolo, un tris,
col sole che va via
e la luna al campanello.

Inizia a far freddo,
le mani come rametti,
ormai secchi restano lì.

Le scie degli aerei,
ora e qui, disegnano,
un po’ come facevo io,
la luna al campanello,
qualcuno ha aperto,
arriva la sera e
fa ancora molto freddo.

e te dove sei?

|ma non è questa l’immagine giusta|

vorrei assomigliarti.

Sembrare quello che sembri
a me.

Così come sui vetri dei bus,
mi rigiro nel letto,
così come davanti lo specchio,
ancora ti aspetto,
come quando ti cerco,
negli incroci che le rughe
disegnano sulla mia faccia,
e poi trovo una qualche
coincidenza con le tue.

Così come le strade parallele,
uguali, stessa forma,
medesima direzione,
sebbene non si incontreranno mai.

A volte vorrei assomigliarti,
ed innamorarmi di me,
pensare di essere come te.

Sembrare quello che sembri,
solo a me.