statistiche.

In aereo,
avrò incrociato mia moglie
almeno un milione di volte.

penso che penso troppo.

cosa pensi di fare

quando lo stai già facendo?

|rispondi, se puoi|

mattino fondente.

Quando mi sento solo
mangio cioccolato fondente.

Perché è scuro,
come gli occhi di mamma,
di mio fratello ed i capelli
che papà non ha più.

è rincuorante,
perché non fa ingrassare,
ma è amaro, perché alla fine
è tutta una bugia.
Dolce, ma sempre una bugia.

Sono settimane,
dovrei riattaccare
le tendine, di nuovo,
ma faccio finta di niente.

È così bella.
La luce del mattino.

ho scritto una cartolina.

Ho scritto e mandato una cartolina,
si, invio ancora lettere a volte,
solo alle persone importanti.

Una cartolina col francobollo,
una lettera, scritta a mano,
è come se chi la invia stesse lì.
Se solo pensassimo che per scriverla
ci ha poggiato le mani,
le dita, ora non più,
ma prima anche la saliva,
e qualcuno, ancora, il rossetto.

Ho inviato una cartolina,
la mia famiglia è lontana,
Bergamo è bella
e ci vivrei anche,
l’accento è divertente,
le persone cordiali,
insomma, si.

Sarà retrò, ma l’ho fatto.
Le mail servono per lavoro,
la carta serve per l’amore.

nonni.

A volte vorrei solo
sentire ancora l’odore
della mattina,
quando tornato da lavoro
avevi avuto un pensiero per me.

A volte vorrei soltanto ascoltare
per l’ennesima volta la tua voce
raccontarmi quelle storie,
sempre uguali, sempre le stesse,
e ridere come fosse la prima volta.

A volte, spesse volte, vi penso.
Mi mancate.

disegni.

Le scie degli aerei,
qui, disegnano
un reticolo, un tris,
col sole che va via
e la luna al campanello.

Inizia a far freddo,
le mani come rametti,
ormai secchi restano lì.

Le scie degli aerei,
ora e qui, disegnano,
un po’ come facevo io,
la luna al campanello,
qualcuno ha aperto,
arriva la sera e
fa ancora molto freddo.

e te dove sei?

|ma non è questa l’immagine giusta|

posso allenare, ora, l’anima.

Ho cercato per tanto di rimpiazzarti,
solo ora capisco tante cose, ci sei tu.
Mi sale l’ansia sapere di incontrarti,
scoppia il cuore se penso di chiamarti.
Un bambino il primo giorno di scuola
avrebbe più fegato di me.

Con te la solitudine perde importanza,
resto a bocca aperta, chiusa una telefonata.
Facevo muri su muri, invivibili
architetture senza caloriferi.

Ti guardo , mi nascondo e rido, di me.
Posso allenare ora l’anima.
al futuro, a ciò che mi serba.

 

 

puoi ancora odiarmi lasciandoti amare.

È distruttivo, malato,
è fuori dal normale
quanto ancora mi piaccia la tua voce,
scusandosi con una buffa espressione.

Tutto intorno è sera,
Vorrei averti di fronte ai miei occhi,
al telefono, li chiudo e arrivo da te.
capelli mi riportano indietro
di qualche anno.

Sei sempre tu,
sempre la stessa,
ti cerco altrove,
ma non ti trovo mai.

Fuori è sera, si fa buio, ma almeno
puoi ancora odiarmi lasciandoti amare