mattino fondente.

Quando mi sento solo
mangio cioccolato fondente.

Perché è scuro,
come gli occhi di mamma,
di mio fratello ed i capelli
che papà non ha più.

è rincuorante,
perché non fa ingrassare,
ma è amaro, perché alla fine
è tutta una bugia.
Dolce, ma sempre una bugia.

Sono settimane,
dovrei riattaccare
le tendine, di nuovo,
ma faccio finta di niente.

È così bella.
La luce del mattino.

ho scritto una cartolina.

Ho scritto e mandato una cartolina,
si, invio ancora lettere a volte,
solo alle persone importanti.

Una cartolina col francobollo,
una lettera, scritta a mano,
è come se chi la invia stesse lì.
Se solo pensassimo che per scriverla
ci ha poggiato le mani,
le dita, ora non più,
ma prima anche la saliva,
e qualcuno, ancora, il rossetto.

Ho inviato una cartolina,
la mia famiglia è lontana,
Bergamo è bella
e ci vivrei anche,
l’accento è divertente,
le persone cordiali,
insomma, si.

Sarà retrò, ma l’ho fatto.
Le mail servono per lavoro,
la carta serve per l’amore.

un cappotto rosso.

Come uno specchio,
quand’è grigio, resto grigio,
quando c’è rosso, resto rosso.

Come uno specchio
rifletto quel che posso,
rifletto su quel che posso.

Come uno specchio
purtroppo anch’io mi rompo
ed è inutile racimolare i pezzi.

Come una vetrina,
sono quello che metto in vista
trasparente e vuoto alle volte.

Se piove mi bagno,
è naturale, è da tutti,
ma quello che ho dentro
è visto sotto una luce diversa.
Qualcuno s’appoggia, indica,
giudica e lascia l’impronta.

Lei col cappotto rosso
nel bianco e nero della folla
mi ordina, mi fa splendere,
è una vita che lo fa.