guernica.

Spine di luce si ramificano
in un manicomio di grigio,
visioni di un periodo rosso
sangue bollito e ribollito in
una intera realtà cittadina.

Guernica.
Tutto è uguale,
dentro è fuori,
la morte li rende tali.

Occhi ridenti di una vitina,
spenti da una trappola umana.

Grida in fiamme, brutalità in comode rate,
sotto ogni aspetto un popolo che scappa
come conigli dalle corna troppo pesanti.

Regressione spazio tempo.
Straziati si fugge per morire.
Disperati si esprime per ricordare.

 

|scritta dopo averla vista da vicino|