statistiche.

In aereo,
avrò incrociato mia moglie
almeno un milione di volte.

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quando torni a casa

L’aria è calda anche d’inverno,
fa nulla che tu sia al sud o al nord,
è casa tua, è calda, come
una sciarpa abbraccia il collo,
la neve s’appoggia ai tetti,
come il camino illumina la stanza,
un sorriso dagli zigomi rossi.

Senti di appartenere a quei luoghi,
perché conosci a memoria le vie,
perché ricordi il colore delle piastrelle,
l’odore dei fiori o le siepi inutili,
il suono di quando calpesti l’asfalto.

È casa tua,
casa è ciò che ti fa sentire bene,
casa è chi ti fa stare meglio,
casa è dove scegli di vivere per sempre.

mi sono addormentato di te.

Esco o non esco?
Fuori è caldo ma è normale ad agosto
Non ci penso ma poi sudo lo stesso
Un’ombra sul soffitto
Mi hai lasciato nei sospiri nel letto
Un filo di voce
Un filo di ferro dentro l’orecchio.
Dai, non fa niente
Mi richiamerai da un call center
E io ti dirò
Lo sai che io ti dirò
Uè deficiente
Negli occhi ho una botte che perde
E lo sai perché
Perché mi sono innamorato
Mi ero addormentato di te
E adesso che mi lasci solo
Con le cose fuori al posto loro
Esco o non esco
Fuori è notte, mangio il buio col pesto
Non mi piace ma lo ingoio lo stesso.
Dai non fa niente, mi richiamerai da un call center
E io ti dirò
Lo sai che io ti dirò
Uè deficiente
Negli occhi ho una botte che perde
E lo sai perché
Perché mi sono innamorato, mi ero addormentato di te
Mi sono addormentato di te
Io non ho un salvagente
Ti lascio andar via
Ma se la corrente
Ti riporta qui
Lo sai che io ti dirò
Uè deficiente
Negli occhi ho una botte che perde
E lo sai perché
Perché mi sono innamorato, mi ero addormentato di te
Mi sono addormentato di te
|Calcutta – Pesto|