mattino fondente.

Quando mi sento solo
mangio cioccolato fondente.

Perché è scuro,
come gli occhi di mamma,
di mio fratello ed i capelli
che papà non ha più.

è rincuorante,
perché non fa ingrassare,
ma è amaro, perché alla fine
è tutta una bugia.
Dolce, ma sempre una bugia.

Sono settimane,
dovrei riattaccare
le tendine, di nuovo,
ma faccio finta di niente.

È così bella.
La luce del mattino.

quando torni a casa

L’aria è calda anche d’inverno,
fa nulla che tu sia al sud o al nord,
è casa tua, è calda, come
una sciarpa abbraccia il collo,
la neve s’appoggia ai tetti,
come il camino illumina la stanza,
un sorriso dagli zigomi rossi.

Senti di appartenere a quei luoghi,
perché conosci a memoria le vie,
perché ricordi il colore delle piastrelle,
l’odore dei fiori o le siepi inutili,
il suono di quando calpesti l’asfalto.

È casa tua,
casa è ciò che ti fa sentire bene,
casa è chi ti fa stare meglio,
casa è dove scegli di vivere per sempre.

nonni.

A volte vorrei solo
sentire ancora l’odore
della mattina,
quando tornato da lavoro
avevi avuto un pensiero per me.

A volte vorrei soltanto ascoltare
per l’ennesima volta la tua voce
raccontarmi quelle storie,
sempre uguali, sempre le stesse,
e ridere come fosse la prima volta.

A volte, spesse volte, vi penso.
Mi mancate.

vorrei assomigliarti.

Sembrare quello che sembri
a me.

Così come sui vetri dei bus,
mi rigiro nel letto,
così come davanti lo specchio,
ancora ti aspetto,
come quando ti cerco,
negli incroci che le rughe
disegnano sulla mia faccia,
e poi trovo una qualche
coincidenza con le tue.

Così come le strade parallele,
uguali, stessa forma,
medesima direzione,
sebbene non si incontreranno mai.

A volte vorrei assomigliarti,
ed innamorarmi di me,
pensare di essere come te.

Sembrare quello che sembri,
solo a me.

solo.

Dopo tutto,
non è proprio male
la solitudine.

Decidere, muoversi, stare,
tutto dipende da te.

Un po’ di sano egoismo
può far solo bene.
Fa bene a te, ed
al rapporto con te stesso,
e fa bene agli altri,
idem con patate.

È il giusto prezzo
da pagare per la libertà.

Cerca una persona
che ti faccia sentire bene,
che ti faccia sentire te stesso,
talvolta,
Che ti faccia sentire solo.

domeniche.

Settembre è bello che iniziato,
qui a Francoforte.

Il tempo è fresco,
la mattina un respiro ampio
ossigena tutte le tubature,
il pomeriggio se c’è il sole pieno
si sta come in spiaggia,
la sera ci vuole il caminetto.

Un bel po’in periferia, sono
nel mezzo dei boschi,
la calma ed il silenzio
fanno da sfondo,
colonna sonora e sipario.

|sonntags|

non ti scordare di te.

Abiti,
attitudini,
abitudini,
modi di dire,
di guardare,
denti di fuori,
zigomi sollevati,
su cui potrebbe,
ma speriamo di no,
piovere malinconia.

Non ti scordare
quello che sei.
Io ti conosco,
conosco il tuo ruolo qui,
il protagonista
che compi.

Non ti scordare di te,
di quello che hai passato,
di bello naturalmente.
Di quando dalle lacrime,
ridevi e faceva male
la pancia!
Di quando lo stress,
prese a calci il muro.

Questo,
quello e quell’altro.
Sono mattoni,
sono dita piene
di fazzoletti.

Non te ne scordare.

|mi raccomando|