quando torni a casa

L’aria è calda anche d’inverno,
fa nulla che tu sia al sud o al nord,
è casa tua, è calda, come
una sciarpa abbraccia il collo,
la neve s’appoggia ai tetti,
come il camino illumina la stanza,
un sorriso dagli zigomi rossi.

Senti di appartenere a quei luoghi,
perché conosci a memoria le vie,
perché ricordi il colore delle piastrelle,
l’odore dei fiori o le siepi inutili,
il suono di quando calpesti l’asfalto.

È casa tua,
casa è ciò che ti fa sentire bene,
casa è chi ti fa stare meglio,
casa è dove scegli di vivere per sempre.

ho scritto una cartolina.

Ho scritto e mandato una cartolina,
si, invio ancora lettere a volte,
solo alle persone importanti.

Una cartolina col francobollo,
una lettera, scritta a mano,
è come se chi la invia stesse lì.
Se solo pensassimo che per scriverla
ci ha poggiato le mani,
le dita, ora non più,
ma prima anche la saliva,
e qualcuno, ancora, il rossetto.

Ho inviato una cartolina,
la mia famiglia è lontana,
Bergamo è bella
e ci vivrei anche,
l’accento è divertente,
le persone cordiali,
insomma, si.

Sarà retrò, ma l’ho fatto.
Le mail servono per lavoro,
la carta serve per l’amore.

nonni.

A volte vorrei solo
sentire ancora l’odore
della mattina,
quando tornato da lavoro
avevi avuto un pensiero per me.

A volte vorrei soltanto ascoltare
per l’ennesima volta la tua voce
raccontarmi quelle storie,
sempre uguali, sempre le stesse,
e ridere come fosse la prima volta.

A volte, spesse volte, vi penso.
Mi mancate.

solo.

Dopo tutto,
non è proprio male
la solitudine.

Decidere, muoversi, stare,
tutto dipende da te.

Un po’ di sano egoismo
può far solo bene.
Fa bene a te, ed
al rapporto con te stesso,
e fa bene agli altri,
idem con patate.

È il giusto prezzo
da pagare per la libertà.

Cerca una persona
che ti faccia sentire bene,
che ti faccia sentire te stesso,
talvolta,
Che ti faccia sentire solo.

a te.

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Tolgo aria ai polmoni
per farla vivere a te,
ci rimetto la vista
e vedere cosa sei,
ti regalo le mie mani
per sentirti sempre.
Stappo le orecchie
dai penosi rumori
di una città affollata
dal traffico e le riempio
di imbarazzanti silenzi,
quelli di guance rosse,
la timidezza è la verità
letta negli occhi,
libri aperti a pagine
ampie quasi finestre.

Ti dono quanto ho di più
onesto e di valore,
la mia musica,
la mia ispirazione,
le mie sole parole,
le mie espressioni,
il mio cuore che impazzisce
ogni qualvolta mi guardi
seccandomi le labbra.

Ti dono le mie migliori immagini,
momenti di sorrisi e occhi rossi in foto,
i ricordi più impressi, cemento nitido.
Ti dono il vassoio dei miei sentimenti.
Il bimbo complessato da Edipo,
ti abbraccia le gambe e ti guarda dal basso.
Ti dono me stesso sempre,
Ti dono le mie ali,
perché tu le prenda in custodia,
dentro te.

 

|ora va a dormire|