mesto.

Esprimere la tristezza non è poi così facile, ci ho provato a parole e a pennelli:

vortice di eventi che ti abbassano la serotonina e ti fanno sembrare tutto come se avessi gli occhiali da sole di notte.

pensaci tu. tu che mi guardi.

sarei davvero felice se davanti a questa immagine spendeste 1 minuto e commentaste con la vostra interpretazione del dipinto, con la prima cosa che vi viene in mente.

il quadro si intitola Pensaci tu ed è stato dipinto a questo proposito, il lettore ne dà un’anima ed un’interpretazione.

grazie

overthinking.

Scala mobile in salita
che passa per i piani
senza scendere,
passando da un luogo
all’altro senza tregua,
guarda solo le vetrine,
ci entra con lo sguardo,
si prova i vestiti e pensa
come potrebbe starmi,
come quando pensa a come
sarebbe potuta andare
una cosa o l’altra,
se fosse accaduto
una qualcosa o un’altra,
un multisala nella testa,
con film iperattivi,
a scene interattive,
finali sempre diversi
paranoie restano uguali,
potrei continuare per ore,
poi il sonno mi prende,
la mano la stringe,
abbassa le saracinesche,
e continua ad occhi chiusi,
modalità incognito,
finché non sonnambulo,
una radiolina sempre accesa.

|foto fatta da me|