scarabocchi

Un piccolo pezzetto di carta strappato da uno scontrino del bar e buttato per terra, in viaggio verso le fessure luride di un tombino, ai lati di una strada di periferia a senso unico, piena di auto ferme ad un incrocio col semaforo rosso, veniva portato insieme al pietrisco distaccato dall’asfalto, le foglie arancioni, piccoli ciottoli, gli aghi dei pini e mozziconi umidi, dalla pipì dei cani randagi mista alla pioggia di una grigia giornata di ottobre e sopra c’era scritto:

sulla faccia ho due sorrisi: il mio ed il mio quando sorridi anche tu.