pensaci tu. tu che mi guardi.

sarei davvero felice se davanti a questa immagine spendeste 1 minuto e commentaste con la vostra interpretazione del dipinto, con la prima cosa che vi viene in mente.

il quadro si intitola Pensaci tu ed è stato dipinto a questo proposito, il lettore ne dà un’anima ed un’interpretazione.

grazie

mattino fondente.

Quando mi sento solo
mangio cioccolato fondente.

Perché è scuro,
come gli occhi di mamma,
di mio fratello ed i capelli
che papà non ha più.

è rincuorante,
perché non fa ingrassare,
ma è amaro, perché alla fine
è tutta una bugia.
Dolce, ma sempre una bugia.

Sono settimane,
dovrei riattaccare
le tendine, di nuovo,
ma faccio finta di niente.

È così bella.
La luce del mattino.

quando torni a casa

L’aria è calda anche d’inverno,
fa nulla che tu sia al sud o al nord,
è casa tua, è calda, come
una sciarpa abbraccia il collo,
la neve s’appoggia ai tetti,
come il camino illumina la stanza,
un sorriso dagli zigomi rossi.

Senti di appartenere a quei luoghi,
perché conosci a memoria le vie,
perché ricordi il colore delle piastrelle,
l’odore dei fiori o le siepi inutili,
il suono di quando calpesti l’asfalto.

È casa tua,
casa è ciò che ti fa sentire bene,
casa è chi ti fa stare meglio,
casa è dove scegli di vivere per sempre.

ho scritto una cartolina.

Ho scritto e mandato una cartolina,
si, invio ancora lettere a volte,
solo alle persone importanti.

Una cartolina col francobollo,
una lettera, scritta a mano,
è come se chi la invia stesse lì.
Se solo pensassimo che per scriverla
ci ha poggiato le mani,
le dita, ora non più,
ma prima anche la saliva,
e qualcuno, ancora, il rossetto.

Ho inviato una cartolina,
la mia famiglia è lontana,
Bergamo è bella
e ci vivrei anche,
l’accento è divertente,
le persone cordiali,
insomma, si.

Sarà retrò, ma l’ho fatto.
Le mail servono per lavoro,
la carta serve per l’amore.

grazie vita.

Per tutto,
per qualunque cosa
mi riservi e che gia m’hai dato,
per le risate, i sorrisi,
le avventure,
gli amici,
le chiacchiere,
i bar, i caffè,
le serate insieme,
le corse in macchina,
il vento in faccia,
il blu del cielo,
i lampioni arancio,
la cena in famiglia,
l’odore dell’asfalto fradicio,
le pattinate,
la bici con mio fratello,
per gli occhi bassi quando
curioso, ci guardo dentro,
per il natale e le feste comandate,
la domenica mattina,
per il sonno che non ho,
eppure sono stanco e scrivo,
per la bellezza,
gli studi,
i tramonti,
le strade piene di buche,
la sveglia mattutina,
il caffellatte,
la musica,
la fiducia, persa,
ripersa e poi ripresa,
per il tram, la metro,
i biglietti,
le virgole mancate
in un discorso,
i punti messi troppo presto,
(o troppo tardi)
per le passeggiate,
le sciarpe, i cappelli,
l’inverno,
la neve, le nuvole
e la pioggia,
con ombrelli colorati,
la sabbia,
il sesso,
l’amore,
le delusioni,
i parcheggi, il tram..

ma grazie, perché?
Perché
è più facile volere,
è più semplice chiedere,
che accettare e volere
quello che già c’è.