pensaci tu. tu che mi guardi.

sarei davvero felice se davanti a questa immagine spendeste 1 minuto e commentaste con la vostra interpretazione del dipinto, con la prima cosa che vi viene in mente.

il quadro si intitola Pensaci tu ed è stato dipinto a questo proposito, il lettore ne dà un’anima ed un’interpretazione.

grazie

quando torni a casa

L’aria è calda anche d’inverno,
fa nulla che tu sia al sud o al nord,
è casa tua, è calda, come
una sciarpa abbraccia il collo,
la neve s’appoggia ai tetti,
come il camino illumina la stanza,
un sorriso dagli zigomi rossi.

Senti di appartenere a quei luoghi,
perché conosci a memoria le vie,
perché ricordi il colore delle piastrelle,
l’odore dei fiori o le siepi inutili,
il suono di quando calpesti l’asfalto.

È casa tua,
casa è ciò che ti fa sentire bene,
casa è chi ti fa stare meglio,
casa è dove scegli di vivere per sempre.

bellezza.

Sai che il giorno s’impara
ed è subito sera, salutiamoci.
Sai che chi si ferma è perduto,
ma si perde tutto chi non si ferma mai.

Sai che è ben poca certezza,
ma spesso consola e rischiara,
è profumo e candela, la bellezza.

Sai che un fatto convince
più di ogni pensiero, tocchiamoci.
Sai che chi di notte non dorme,
consuma più in fretta il tempo che ha.
Non si smette di fumare
in un giorno qualunque,
anche il vuoto si apprezza
è meraviglia perversa, la bellezza

Eppure ci manca sempre qualcosa,
in fondo ci manca sempre qualcosa

Sai che c’è chi non si ferisce
ma s’infastidisce soltanto.
Così vedere una stella di giorno
come un’ombra di notte, salva dalla realtà,
sei di passaggio godi il tuo turno
anche se c’è chi disprezza,
è un’amante fedele, la bellezza.

eppure ci manca sempre qualcosa
la vita è una corsa meravigliosa,
eppure ci manca sempre qualcosa.

|Niccolò Fabi|

legami. costruire.

Chiudi gli occhi,

immagina una gioia,
molto probabilmente,
penseresti a una partenza.

ah si vivesse solo di inizi,
di eccitazioni da prima volta,
quando tutto ti sorprende
e nulla ti appartiene ancora.

penseresti all’odore di un libro nuovo,
a quello di vernice fresca,
a un regalo da scartare,
al giorno prima della festa.

al 21 marzo, al primo abbraccio,
a una matita intera, a la primavera
alla paura del debutto,
al tremore dell’esordio,
ma tra la partenza e il traguardo,

nel mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire,
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione.

ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione.

così come l’ultimo bicchiere, l’ultima visione

un tramonto solitario, l’inchino e poi il sipario,
tra l’attesa e il suo compimento,
tra il primo tema e il testamento,

nel mezzo c’è tutto il resto,
e tutto il resto è giorno dopo giorno,
e giorno dopo giorno è
silenziosamente, costruire,
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione.

|ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve|