mattino fondente.

Quando mi sento solo
mangio cioccolato fondente.

Perché è scuro,
come gli occhi di mamma,
di mio fratello ed i capelli
che papà non ha più.

è rincuorante,
perché non fa ingrassare,
ma è amaro, perché alla fine
è tutta una bugia.
Dolce, ma sempre una bugia.

Sono settimane,
dovrei riattaccare
le tendine, di nuovo,
ma faccio finta di niente.

È così bella.
La luce del mattino.

ho scritto una cartolina.

Ho scritto e mandato una cartolina,
si, invio ancora lettere a volte,
solo alle persone importanti.

Una cartolina col francobollo,
una lettera, scritta a mano,
è come se chi la invia stesse lì.
Se solo pensassimo che per scriverla
ci ha poggiato le mani,
le dita, ora non più,
ma prima anche la saliva,
e qualcuno, ancora, il rossetto.

Ho inviato una cartolina,
la mia famiglia è lontana,
Bergamo è bella
e ci vivrei anche,
l’accento è divertente,
le persone cordiali,
insomma, si.

Sarà retrò, ma l’ho fatto.
Le mail servono per lavoro,
la carta serve per l’amore.

fa notte tardi qui, sarà il freddo.

Fa notte più tardi qui,
Hahn è un paesino cabrio,
col cielo aperto,
nel verde dei boschi,
col faro dell’aeroporto
di fronte casa
che mi lascia sveglio

Il sorriso di chi vive qui
lascia un po’ a desiderare.

Sarà il freddo.

che odore ha la luce quando è spenta.

M’hai dato tanto,
nel tempo lo si capisce.

Ho imparato,
lezioni che mi davi ogni giorno,
nozioni, inscatolate,
catalogate nella memoria.

Mi hai insegnato,
il silenzio di una stanza vuota,
il sapore agrodolce della solitudine,
il desiderio di camminare da solo.

|Grazie|

_____________________________

Light off scent

You gave me a lot,
over time I got it.

I learnt,
daily lessons you gave me,
notions, packed, well
organized in my memory.

You taught me,
the silence of empty room,
the bittersweet loneliness taste,
the walking alone desire.

|Thanks|

vorrei assomigliarti.

Sembrare quello che sembri
a me.

Così come sui vetri dei bus,
mi rigiro nel letto,
così come davanti lo specchio,
ancora ti aspetto,
come quando ti cerco,
negli incroci che le rughe
disegnano sulla mia faccia,
e poi trovo una qualche
coincidenza con le tue.

Così come le strade parallele,
uguali, stessa forma,
medesima direzione,
sebbene non si incontreranno mai.

A volte vorrei assomigliarti,
ed innamorarmi di me,
pensare di essere come te.

Sembrare quello che sembri,
solo a me.

legami. costruire.

Chiudi gli occhi,

immagina una gioia,
molto probabilmente,
penseresti a una partenza.

ah si vivesse solo di inizi,
di eccitazioni da prima volta,
quando tutto ti sorprende
e nulla ti appartiene ancora.

penseresti all’odore di un libro nuovo,
a quello di vernice fresca,
a un regalo da scartare,
al giorno prima della festa.

al 21 marzo, al primo abbraccio,
a una matita intera, a la primavera
alla paura del debutto,
al tremore dell’esordio,
ma tra la partenza e il traguardo,

nel mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire,
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione.

ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione.

così come l’ultimo bicchiere, l’ultima visione

un tramonto solitario, l’inchino e poi il sipario,
tra l’attesa e il suo compimento,
tra il primo tema e il testamento,

nel mezzo c’è tutto il resto,
e tutto il resto è giorno dopo giorno,
e giorno dopo giorno è
silenziosamente, costruire,
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione.

|ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve|