in piazza.

Alla fine ho preso quel bus,
rischiando il linciaggio
da me stesso, ed ora
che sono qua con te
mi mancherebbe l’aria
a toglierla a te,
ti lascio le bombole,
goditi il fondale, e guarda
quello che di più profondo
ho nascosto, scopri
quello che di più profondo
ho celato; realizza per
quello che di più nascosto
e celato, quanta
luce nuova hai dato.

Annunci

mesto.

Esprimere la tristezza non è poi così facile, ci ho provato a parole e a pennelli:

vortice di eventi che ti abbassano la serotonina e ti fanno sembrare tutto come se avessi gli occhiali da sole di notte.

come un imbianchino. (ita/eng)

D’allora ad oggi sono un altro,
come se m’avessi
dipinto addosso
i tuoi colori,
come se m’avessi
colorato addosso
una tinta unita,
una tinta unica che
però con gradienti,
sfumature, un solo colore
fuori dallo spettro del visibile.

D’allora in poi sono un altro,
non sono più compatibile,
come se m’avessi
dipinto dentro, indelebile,
tinteggiato le pareti interne,
vernice, rullo e pennello,
prima erano pareti nere,
fuori dallo spettro del bello.

______________________________

like a house painter

From that time to now
I’m someone else
as you painted on me
your colours,
as you coloured on me
an unique plain dye,
with gradients,
shades, only one colour
out of visible spectrum.

From that time
no more compatible,
as you painted in me,
permanently,
coloured my interior walls,
paint, roller and brush,
before black walls, now
out of beauty spectrum.

mattino fondente.

Quando mi sento solo
mangio cioccolato fondente.

Perché è scuro,
come gli occhi di mamma,
di mio fratello ed i capelli
che papà non ha più.

è rincuorante,
perché non fa ingrassare,
ma è amaro, perché alla fine
è tutta una bugia.
Dolce, ma sempre una bugia.

Sono settimane,
dovrei riattaccare
le tendine, di nuovo,
ma faccio finta di niente.

È così bella.
La luce del mattino.

ho scritto una cartolina.

Ho scritto e mandato una cartolina,
si, invio ancora lettere a volte,
solo alle persone importanti.

Una cartolina col francobollo,
una lettera, scritta a mano,
è come se chi la invia stesse lì.
Se solo pensassimo che per scriverla
ci ha poggiato le mani,
le dita, ora non più,
ma prima anche la saliva,
e qualcuno, ancora, il rossetto.

Ho inviato una cartolina,
la mia famiglia è lontana,
Bergamo è bella
e ci vivrei anche,
l’accento è divertente,
le persone cordiali,
insomma, si.

Sarà retrò, ma l’ho fatto.
Le mail servono per lavoro,
la carta serve per l’amore.

meteoropatia.

Pomeriggio, ci sono nubi.
il vento fa i bigodini agli alberi.
Dovrebbe essere il peggior luogo per me.
Eppure sembra Settembre, mi piace.
Odore dell’asfalto bagnato,
calpestato dai bambini che
uscendo dalle scuola chiedono
ai genitori la cosa più preziosa
di cui dispongono: la pazienza.

Quando fa Settembre,
le foglie iniziano ad arrossire,
i giovani tornano nelle città
rossi di mare o bianchi d’esame.
Le nuvole ed il vento parrucchiere.
Potrebbe essere il peggior luogo per me.
Eppure sembra Settembre, mi piace.
Riaprono le scuole, le università,
gli esami, nuovi lavori,
si torna dalle vacanze, o ci si va.
La città si ripopola, si riempie
di ricordi, foto,
aspirazioni, promesse, diete, si,
ma tanto chi le mantiene.

Settembre pare l’inizio e la fine di cose.
Capodanno nel bel mezzo del nulla,
Settembre è malinconico ed allegro,
non troppo caldo, ma
nemmeno tanto freddo,
può piovere col sole, tutto e niente,
solo o pieno di amici,
una palette cromatica accogliente,
sensazioni climatiche contrastanti,
proprio come me.