loop.

l’acqua è profonda,
qui nella vasca,
a lato ci sono io,
come una bustina di tè
sciolgo i nodi
di una giornata seduta
alla scrivania
con progetti che nessuno
e dico per nessuno
avranno importanza.
l’acqua è alta,
chiudo il rubinetto,
fuori la finestra
la periferia,
le voci dei vicini,
sembra stiano in vasca con me,
le macchine,
un brusio cronico,
prova a fermarlo e fammi sapere,
la pizzeria che esce la spazzatura,
a quanto pare stasera è vetro,
forse non te l’ho mai detto ma tu
per me sei come Bergamo,
forse ti farà ridere, ma
migliori complimenti non ne ho,
ricorda che sei bella come casa mia,
una canzone fissa in questi giorni,
che sta perdendo valore
più satura le mie orecchie,
scrivo a ruota libera,
serve a calmarmi.
che intenzioni hai?
io mi automotivo,
mi autosuggestiono e penso
alle cose belle,
a cosa nella vita,
nella giornata, nel minuto
che sono più e non sono meno,
ma cado anch’io,
come ora nella profondità
della mia vasca,
mi inghiotte il calore
e va bene così,
sono in astinenza,
stamattina dal caffè,
adesso dalle mie tele,
dai sorrisi, boh non so,
da Bergamo, forse.
che intenzioni hai?
una frase che è messa
in sovraimpressione
in loop, ma ora
sono stanco,
e la chiudo qua.