ritrovare se stessi

Rifugiati dentro te,
chiudi tutte le periferiche,
abbassa le palpebre,
“torno fra mezz’ora”,
che poi è palesemente
un ci vediamo a qualcuno
che chissà se rivedremo.

Entra nel tuo io,
cerca te stesso, lì.
Cerca il passato,
resta connesso
al presente però,
crea un futuro,
probabile, possibile,
silenzialo, pensa
a quali odori
potrebbero avere
le foglie nate
da quest’albero.

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statistiche.

In aereo,
avrò incrociato mia moglie
almeno un milione di volte.

penso che penso troppo.

cosa pensi di fare

quando lo stai già facendo?

|rispondi, se puoi|

mattino fondente.

Quando mi sento solo
mangio cioccolato fondente.

Perché è scuro,
come gli occhi di mamma,
di mio fratello ed i capelli
che papà non ha più.

è rincuorante,
perché non fa ingrassare,
ma è amaro, perché alla fine
è tutta una bugia.
Dolce, ma sempre una bugia.

Sono settimane,
dovrei riattaccare
le tendine, di nuovo,
ma faccio finta di niente.

È così bella.
La luce del mattino.

quando i tuoi angoli fanno male.

la tua leggerezza mi fa male.

Il bianco della pelle,
ancora dipinto,
tela, tesa tra i miei
timori, tremori,
come chiodi conficcati
nel mio profilo laterale
di una cornice nascosta,
lasciando fuori poco,
la faccia di una medaglia,
mai vinta, per giunta.

La tua leggerezza mi fa male,
la tua profondità mi inquieta,
la tua forma interna,
incompatibile con la mia
fa fare testa e muro,
ostacolo invalicabile
ma pur sempre necessario.

Resti dentro, tele dappertutto,
resti, che non voglio farti uscire,
sembra brutto detto così.
Lo farai per un bel po’ ancora,
ho ristrutturato, modificato,
ne vale la pena? No. Meglio così.