anatomie.

Labirinti di arterie,
viaggiano veloci
flussi endovenosi,
venticello ossigenante,
un’aria fresca, tanto,
intricato che mi perdo,
coperto da un manto,
io volontario lì mi perdo,
cancello le impronte
per tornare indietro,
cancello chi c’è stato,
di chi c’è stato prima,
chi ha calpestato
per prima la via.

Intricato intorno al collo
piovra che s’attacca,
un labirinto senza muri,
dov’è quasi ovvio
chiamarlo casa,
dov’è bello restare,
dov’è naturale perdersi,
dov’è quasi scontato
sentirsi accolti.

le tue braccia.

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pensaci tu. tu che mi guardi.

sarei davvero felice se davanti a questa immagine spendeste 1 minuto e commentaste con la vostra interpretazione del dipinto, con la prima cosa che vi viene in mente.

il quadro si intitola Pensaci tu ed è stato dipinto a questo proposito, il lettore ne dà un’anima ed un’interpretazione.

grazie

statistiche.

In aereo,
avrò incrociato mia moglie
almeno un milione di volte.

puoi ancora odiarmi lasciandoti amare.

È distruttivo, malato,
è fuori dal normale
quanto ancora mi piaccia la tua voce,
scusandosi con una buffa espressione.

Tutto intorno è sera,
Vorrei averti di fronte ai miei occhi,
al telefono, li chiudo e arrivo da te.
capelli mi riportano indietro
di qualche anno.

Sei sempre tu,
sempre la stessa,
ti cerco altrove,
ma non ti trovo mai.

Fuori è sera, si fa buio, ma almeno
puoi ancora odiarmi lasciandoti amare