il naso mi va meglio della memoria.

Ogni mattina faccio il caffè,
è pura abitudine, nulla di più,
quando lo lascio per troppo, però,
inizia a salire l’odore tipico
dell’acqua nella moka,
il mio naso funziona meglio,
meglio della mia memoria,
questo aroma mi ricorda
la casa al mare di famiglia,
quell’odore di umido,
di abitazioni chiuse
e riaperte solo in estate,
e così via su una autostrada
di flussi di coscienza,
o forse di incoscienza,
per via dei ricordi infantili,
senza fine, perché poi
questo ricordo mi riporta
alle estati passate in famiglia,
tutti uniti sotto un tetto solo,
e poi ancora i gelati la sera,
le grigliate, le risate, l’unione,
l’odore della crema protettiva,
l’abbronzatura che bruciava
perché ho la pelle bianchissima,
e poi ancora i braccioli rossi,
erano difficili da gonfiare,
quella valvoletta bastarda,
qualcuno che mi lanciava,
quando ancora si poteva,
mi ritrovo al mare e dal mare,
il freddo del primo bagno
e la confidenza che prendevo
dopo mezzo minuto, fino
al costumino che avevo
sempre bagnato,
che nessuno mi toglieva dall’acqua,
la sabbia che bruciava
la sento ancora sotto le piante,
il ritorno a casa, sbattere le pantofole
per evitare la creazione di dune
nella macchina di papà,
potrei continuare per ore,
col sudore che gronda dalla fronte,
come anche adesso, ma senza
quei pomeriggi a spararci l’acqua.

il mio naso funziona meglio,
di sicuro, della mia memoria.

quando torni a casa

L’aria è calda anche d’inverno,
fa nulla che tu sia al sud o al nord,
è casa tua, è calda, come
una sciarpa abbraccia il collo,
la neve s’appoggia ai tetti,
come il camino illumina la stanza,
un sorriso dagli zigomi rossi.

Senti di appartenere a quei luoghi,
perché conosci a memoria le vie,
perché ricordi il colore delle piastrelle,
l’odore dei fiori o le siepi inutili,
il suono di quando calpesti l’asfalto.

È casa tua,
casa è ciò che ti fa sentire bene,
casa è chi ti fa stare meglio,
casa è dove scegli di vivere per sempre.

nonni.

A volte vorrei solo
sentire ancora l’odore
della mattina,
quando tornato da lavoro
avevi avuto un pensiero per me.

A volte vorrei soltanto ascoltare
per l’ennesima volta la tua voce
raccontarmi quelle storie,
sempre uguali, sempre le stesse,
e ridere come fosse la prima volta.

A volte, spesse volte, vi penso.
Mi mancate.

solo.

Dopo tutto,
non è proprio male
la solitudine.

Decidere, muoversi, stare,
tutto dipende da te.

Un po’ di sano egoismo
può far solo bene.
Fa bene a te, ed
al rapporto con te stesso,
e fa bene agli altri,
idem con patate.

È il giusto prezzo
da pagare per la libertà.

Cerca una persona
che ti faccia sentire bene,
che ti faccia sentire te stesso,
talvolta,
Che ti faccia sentire solo.