pioli come pinoli.

Gradini fragili,
uno sopra l’altro,
un domino in bilico
altalenante tra quelle curve,
parentesi ai lati suoi,
nuvole, ossigeno condensato
sui fianchi di un sorriso,
fatto e disfatto
di scalini aridi, fatti di grani,
spaccati dal vento,
per arrivarti al naso,
s’inarca una fontana,
poi, di sopracciglia
e mi bagno dell’inchiostro
che ti spreco di nascosto.

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